Napoli. A Ricotta ‘e fuscell

Ci sono sapori che rimangono impressi nella memoria e che rimandano la mente all’infanzia, a quando tutto era più genuino. 

Uno di questi è quello, quasi scomparso, della Ricotta ‘e Fuscella, un tipo di ricotta di vacca prodotta solo ed esclusivamente in Campania.

Il suo nome deriva dal termine napoletano fiscella, che indica il cestello forato di forma tronco conica, fatto di vimini intrecciato, nel quale veniva trasportata e venduta. Oggi la fuscella è un’attrezzatura usata nei caseifici per produrre la ricotta ed è in plastica, con delle piccole fessure.

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L’arte del fare haiku

L’Haiku è un componimento poetico, una sensazione di profonda naturalezza, di partecipazione ed al contempo di distaccata leggerezza, a cura di Roberta Canali, con le artiste Stefania Alessandri, Stefania Amici, Tatiana Battisti, Natalia Lupo. Ed ecco farsi la rivelazione improvvisa il ricorso alla sensazione, il dipanarsi di profondi stati d’animo in una forma lirica caratterizzata da una cifra metrica precisa, consistente di 3 versi di 5-7-5 sillabe, 17 in totale. Poesia e arte un connubio di elementi e visioni che intrecciano anime e vissuti.

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Il cielo sopra la guerra

(Pioggia)

Lettera 21. Lentamente gli occhi di lei si sollevarono dal foglio che aveva sotto le dita, su cui stava scrivendo con minuta grafia, e alzandosi dalla sedia evitando senza successo che rigasse col suo fastidioso rumore il pavimento, si diresse verso la finestra a contemplare muta lo scendere della pioggia a dilavare intorno. Erano giorni cruenti, un furioso attacco era venuto a segnare le ultime ore in maniera indelebile, uno dei più feroci attacchi dallo scoppio di quella carneficina senza tregua, che gli Umani chiamavano col nome di Guerra.

Lenta spostò lo sguardo sulle sue matite spuntate sparse alla rinfusa, e le immagini di quel pomeriggio presero a sovrapporsi nella sua mente,  quei petali rosa e cremisi per le strade incollati ai resti di carne crivellata esposta allo sguardo, cadaveri ammassati, pullulanti di mosche e sciami d’api, fermo-istante di labbra sdentate, cervella schiuse a impastarsi con la polvere senza riguardo alcuno, braccia violacee spalancate a croce lungo marciapiedi a far da cimitero senza nome.

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