L’haiku. Conosciamolo (3 parte)

Nello haiku il poeta fissa uno stato d’animo attraverso le immagini della natura che lo circonda.
Tra i molti sentimenti presenti in un componimento i principali possono essere.

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L’haiku. Conosciamolo (2parte)

I versi dell’haiku sono strutturati in modo da presentare almeno un kireji 切れ字 (“parola che taglia”), ossia una cesura, un rovesciamento che può essere o meno indicato da un trattino, una virgola, un punto, ecc., ma che nella lingua giapponese viene resa attraverso particolari categorie di parole non direttamente traducibili in italiano, come ya や, kana かな e keri けり.

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L’haiku. Conosciamolo

Lo haiku ha origini molto incerte: sembra derivare dal genere di poesia classica giapponese chiamato waka 和歌 (letteralmente, “poesia giapponese”), poi ribattezzata tanka 短歌 (“poesia breve”) da Masaoka Shiki, ma molto probabilmente trae origine dalla prima strofa (lo hokku) di un renga, il componimento poetico a più mani.

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Tradurre haiku. (RICARDO VIRTANEN)

Tradurre haiku e tanka è la cosa più difficile che possa capitare. Ho fatto questo tentativo dopo aver letto il libro dello spagnolo Ricardo Virtanen (Madrid, 1964) che s’intitola La sed provocadora (pubblicato a Madrid nel 2006, e che ho tradotto, per “motivi metrici”, La sete seducente).
I testi sono tratti da La sed provocadora (Haikus y tankas), Colección Las patitas de la sombra, Madrid, 2006, tranne gli ultimi quattro (segnalati), che sono inediti e selezionati dall’autore per questa silloge
Cada verano
mi corazón persigue
noches sin días.

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Estratto dall’intervento “La poesia haiku e la rana di Bashō”

Già Shiki aveva tradotto alcuni haiku in inglese, tra cui quello della rana di Bashō. Il fenomeno del fascino della composizione nell’Occidente, ebbe inizio, come ho già detto, subito dopo la riscoperta del Giappone nella seconda metà dell’800, preceduto solo, come interesse e come influenza sull’Occidente, da quello dell’arte figurativa giapponese (le stampe).

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Haiku. Il pensiero

Lo haiku (俳句) pronuncia giapponese /haiku/ con tono basso su /ha/ e tono alto su /iku/, e opzionalmente con abbassamento tonale alla fine, è un componimento poetico creato in Giappone nel secolo XVII di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe (5 / 7 / 5).
Tradizionalmente gli haiku non hanno alcun titolo.

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