Fanta. Napoli la generò

Angelo Forgione – Sbirciando su Instagram mi è capitato di vedere una simpaticaimmagine pubblicitaria in cui una Sprite, unaCoca-Cola Zero e una Coca-Cola classica festeggiano una Fanta. Tanti auguri a Fanta Aranciata. Che bello festeggiare con gli amici di sempre”, si legge nella descrizione del visual. La più famosa delle aranciate nel mondo festeggia un anniversario la cui origine ci catapulta nella Napoli del dopoguerra, al culmine di una bizzarra genesi della bevanda frizzante, che nacque proprio in piena Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania di Hitler vietò l’importazione della Coca-Cola made in USA. Era il 1941, e Max Keith, direttore della principale società di imbottigliamento tedesco della bevanda nera a base di caffeina, trovò l’alternativa con quello che riuscì a rimediare per una nuova formula da realizzare sul territorio e salvare così la fetta di mercato che si era conquistato. Sottoprodotti della produzione del formaggio, del sidro di mela, della marmellata e quel poco di frutta che si riusciva a reperire in Italia. Ne venne fuori uno strano gusto e il nome Fanta, abbreviazione della parola tedesca fantasie. Ci voleva infatti molta immaginazione per sentire il sapore della frutta in quella bevanda frizzante “al gusto arancia”, molto vago, completamente diverso da quello che conosciamo.

Succo d’arancia nella Fanta. E Napoli creò l’aranciata

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