Interno Undici

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Pesciolini rossi.

A mezz’aria sospesi.

I miei pensieri.

 

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Pasta china arufurnu

La PASTA CHINA ARUFURNU è un piatto di pasta al forno tradizionale della Domenica Calabrese, tipico Cosentino. China in dialetto vuol dire “piena” perché prevede molti ingredienti che variano nella varie zone: rigatoni, polpettine di carni miste, pane raffermo ammollato nel latte, prezzemolo tritato, aglio tritato, pecorino calabrese, uova, passata di pomodoro, cipolla di Tropea, olio evo, soppressata calabrese piccante tagliata a fettine sottili o a dadini, uova sode, provola calabrese tagliata a tocchetti, parmigiano grattugiato, basilico, pangrattato, peperoncino fresco, sale e pepe.

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Il Crocifisso e il monaco Serafino

«Un monaco di nome Serafino chiedeva con insistenza al Signore di poter prendere il suo posto sulla croce, perché voleva condividere in tutto il ruolo di Cristo. Un giorno il Crocifisso accettò, ma a un patto, gli disse il Signore Gesù: “Che tu stia zitto”. Serafino, essendo monaco, abituato al rigore, all’osservanza del silenzio, garantì tranquillamente. Il Cristo scese dalla croce e vi salì invece Serafino e si mise sul crocifisso che era in Chiesa.
Entrò un uomo ricco a pregare e, mentre pregava, gli scivolò giù il sacchetto dei soldi. Si alzò per andarsene e Serafino, che aveva visto, avrebbe voluto dirgli che gli era caduto il sacchetto, però si era impegnato a tacere e quindi tacque. Subito dopo entrò un uomo povero, cominciò a pregare, ma gli caddero subito gli occhi su quel sacchetto di soldi; si guardò intorno, non c’era nessuno che vedeva, prese il sacchetto, se lo mise in tasca e scappò. Serafino avrebbe voluto dirgli che non doveva prenderli, perché non erano suoi, ma si era impegnato a star zitto e tacque. Quindi entrò un giovanotto che si mise devotamente in ginocchio ai piedi del crocifisso chiedendo aiuto e protezione perché stava per mettersi in viaggio per mare e voleva essere aiutato.

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Il cielo sopra la guerra

(Carnem levare)

Lettera 21. Lentamente gli occhi di lei si rivolsero verso la foto posta sul tavolo, accanto alle matite spuntate ed i fogli sparsi alla rinfusa, e le sue labbra si aprirono in un sorriso cauto, sorpreso. Il rullio della stampante a fermarsi, avvertendola che l’articolo scritto per l’indomani era pronto in una tempistica perfetta, le luci al neon ad illuminare quella stanza gelida, semioscura, nella quale lavorava dodici ore al giorno, da ormai più di due mesi. Nel sistemare lo stampato, Camilla scosse la testa, squadrando il viso che appariva in quella immagine, sorridente e schietto, i capelli biondi, radi, gli occhi verdi, quel piglio bambino, il corpo d’uomo fasciato in un costume carnevalesco da pirata, buffo, simpatico, a strappar la risata, sciabola al fianco, Javier. Lui gliel’aveva promessa quella foto, il “Pirata Zumbero” e l’aveva inviata alla sua mail senza dimenticarsene. Lo sguardo di Camilla ripassò dalla foto agli articoli, le note ai margini,  poi di nuovo alla foto.

“Carnem levare???!” l’avrebbero classificata nel vederla, la parlesia che girovagava in quell’edificio semidistrutto, dove avevano trovato asilo e lavoro addetti stampa, soldati e civili; un pirata bellissimo vestito con abiti di fortuna, inventati, di fantasia, quel sorriso dipinto, i colori strabordanti, là fra le bombe, la neve di quel febbraio, i bicchieri colmi ed il sangue fuori ad imbrattare le strade, sporcare di urla e preghiere strazianti quel cielo sopra la guerra ad invocare la pace, dove lei aveva scelto di vivere per prestare la sua testimonianza.

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Nicola Rizzoli

Bologna, 3 febbraio 2017

Preg.mo
Presidente dell’A.I.A. Marcello Nicchi
Via Campania, 47 – 00187 Roma

“tutto ha un inizio e certamente tutto ha una fine.”

Caro Marcello,
il momento di fare un passo indietro è sempre importante e complicato. Credo però
che, una volta presa la decisione, sia giusto vivere i sentimenti fino in fondo e
appieno, come ho sempre fatto. Per questo motivo, dopo la decisione condivisa di
rinunciare al percorso che potrebbe portare al mondale di RUSSIA-2018, credo sia
il momento dei ringraziamenti.
Non potrò mai personalmente riuscire a ringraziare tutte le persone che nel piccolo
o nel grande hanno contribuito a successi personali di una carriera internazionale
indimenticabile. Successi che, come ho sempre sostenuto, fanno parte di un
collettivo importante, quello degli arbitri Italiani. Per questo motivo il ringraziamento
principale va all’AIA TUTTA. Sono cresciuto come Arbitro, come persona e soprattutto come uomo.
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