Haiku. Il termine

Con il termine haiku si intende un componimento breve di 5-7-5 sillabe privo di titolo, fiorito anticamente in Giappone. In questa forma poetica si riflettono tipicamente l’amore della cultura nipponica per il minimalismo e per le cose asciutte e compatte (scrive, infatti, Sei Shonagon: “in verità, tutte le cose piccole sono belle”).

Negli haikai il poeta diviene solo uno strumento e l’oggetto che anima il componimento diviene soggetto. Secondo Barthes lo haiku non descrive, ma si limita ad immortalare un’apparizione, a fotografare un attimo ed è per questo che tra le sue peculiari caratteristiche troviamo la brevità, la leggerezza e l’apparente assenza di emozioni secondo i canoni del buddhismo zen. L’unico elemento che presagisce al sentimento che pervade un haiku è il kigo, una parola che per metonimia indica la stagione a cui si riferisce la poesia e che ci fa immergere, almeno in parte, nell’atmosfera descritta nei versi. Come l’alternarsi delle stagioni, anche queste brevi poesie annoverano temi contrastanti fra loro come il mistero (yugen), la povertà (wabi), l’instabilità (aware) e l’isolamento (sabi).

http://www.letteratour.it/altro/A01_letteratura_e_haiku.asp

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