Ezio Bosso. Le Stanze

a volte le parole non bastano,
ma resta il sorriso
quel respirare insieme
quel sogno ininterrotto in ogni respiro
in un riposo cercato
e uno forzato
quel sogno in ogni nota
quel sogno di vivere ancora

perche resta ogni afflato,
e ogni affetto trovato

Perche le cose che restano sono quelle che trovi
quelle che cerchi…

Napoli. O ‘chiancheiere

In napoletano andare dal Macellaio si traduce in “andare dal chianchiere”? quante volte volte ci siamo chiesti perché sull’insegna della bottega ci fosse scritto “macelleria” e non “chianca”, o come mai la parola chianchiere fosse così diversa dall’italiano macellaio?

Per quanto riguarda la Lingua Italiana è molto semplice intuire da dove venga la parola “macelleria”, ossia dal Latino macellum.

 Per capire invece l’origine del napoletano chianchiere dobbiamo guardare al modo in cui quest’ultimo lavorava: i pezzi di carne che costui tagliava venivano adagiati ed esposti su di un bancone di legno di lunghezza e larghezza variabili (vedi foto in bianco e nero), come avviene ancora oggi in poche macellerie, che in Latino si chiamava planca (asse, tavolo). A testimoniare tale uso esistono anche diversi quadri, tra cui la Bottega del macellaio di Joachim Beuckelaer conservato al Museo di Capodimonte.

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Natale. Le Tradizioni

La corona nella tradizione religiosa è un simbolo che annuncia l’avvicinarsi del Natale, che invita a prepararsi ad esso e a pregare insieme, manifestando che Gesù è la vera luce che vince le tenebre. Ecco perchè ogni domenica si deve accendere una delle 4 quattro candele che la compongono. Ogni candela (ma non solo) ha un significato e un nome preciso: la prima è la candela del Profeta, la seconda è la candela di Betlemme, la terza quella dei Pastori e l’ultima quella degli Angeli.

Natale. Le decorazioni

La tradizione della decorazione degli alberi sempreverdi è davvero antichissima: i romani erano soliti adornare le proprie abitazioni con rami di pino, ma l’usanza dell’albero era già in uso presso le popolazioni celtiche e vichinghe, in occasione del solstizio d’inverno, festeggiato il 25 dicembre.

Infatti il sole, da questa data in poi, “rinasce” e le giornate diventano sempre più lunghe. Il cristianesimo di fatto sostituì l’antico rito pagano del solstizio d’inverno col Natale, abolendo l’usanza dell’albero, ripresa poi nella seconda metà dell’Ottocento.

Una tradizione antichissima dunque, ma ancora presente e diffusa in tutto il suo splendore.

Il diabete. La retinopatia

Il diabete è una malattia provocata dall’incapacità dell’organismo di utilizzare gli zuccheri in maniera corretta, per cui si ritrovano alte concentrazioni di glucosio nel sangue (iperglicemia).

L’iperglicemia danneggia i vasi sanguigni di tutto l’organismo e in particolar modo quelli di minor diametro, compresi i capillari della retina. Le complicanze oculari del diabete, dette appunto retinopatia diabetica, possono portare alla perdita parziale o anche totale della vista.

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Il cielo sopra la guerra

  (Ivan)

Lettera 21. In quell’istante Ivan sollevò la testa dal foglio, adagio, puntando fuori dalla finestra il lento calare delle tenebre, l’imbrunire coi suoi colori accesi di rosso e d’oro, capaci ancora di emozionarlo con la loro forza, nonostante si trovasse da mesi in quei luoghi di martirio, cimiteri a cielo aperto voluti per mano umana.

Era in quei momenti, quando i brevi cessate il fuoco, pause infinitesimali dalla guerra lo permettevano, che era solito perdersi ancora nelle meraviglie del creato. La caserma vuota, rari istanti di pace, imposti più dalle necessità, che dal vero sentire dei soldati, armati fino ai denti, perennemente pronti a colpire.

Era là che lui adorava restare a bere il suo caffè al ginseng, sigaretta tra le dita, sulla scrivania il Quotidiano del giorno, aperto, stropicciato, usato, poche pagine appena, capaci ancora di denuncia, di togliere il bavaglio alle vittime innocenti di quella carneficina senza gloria e senza onore, che veniva chiamata col nome di Guerra.

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