‘O timballo ‘e maccarune

La sfida più ardua che può presentarsi a chi ama cucinare, quella di trovarsi dinanzi al dilemma di cosa preparare, in vista di un pranzo o una cena in cui arriveranno ospiti. Anche quelli più estrosi e  più disinvolti ai fornelli, almeno una volta si saranno trovati dinanzi a questo dubbio amletico, ma niente panico, c’è un piatto capace di mettere d’accordo tutti o almeno quasi tutti, una ricetta gustosa che farà figurare al meglio le doti da chef provetti quali siete. Signore e signori, ‘o timballo ‘e maccarune.

Il termine “timballo”, viene utilizzato per indicare appunto della pasta racchiusa in sformati, molto spesso composti di pasta brisèe, o sfoglia, e nasce dal ruoto di forma conica che anticamente veniva utilizzato per cucinare questa ricetta, è un piatto che ha origini antiche che risalgono al XIV secolo, ed è una delle ricette simbolo della cucina partenopea.

Come molto spesso accade, ogni ricetta ha le proprie varianti, ognuna cambia a piacimento dei propri gusti, ma per sommi capi la sostanza dei piatti del Sudresta uguale, ovvero gusto e bontà che rappresentano quasi sempre lo scopo principale di tutti i piatti che si portano in tavola. Oggi vogliamo proporvi un timballo di maccheroni racchiuso in crosta di pasta sfoglia, vivace e capace di far colpo su chiunque, anche sulle tanto temute suocere. Vediamo insieme cosa occorre.

‘O timballo ‘e maccarune, ‘o piatto che fa sbattere ‘e mane ‘a gnora

 

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