Pasta all’inglese. La sfida di Oliver

Jamie Oliver ha 39 anni, e da 20 è uno chef famoso in tutto il mondo. Era il 1997 quando la Bbc lo scoprì e gli affidò uno show, The Naked Chef, che debuttò lo stesso anno assieme al suo primo libro di cucina, il più venduto del Regno Unito. Due anni dopo fu invitato dall’allora Primo Ministro Tony Blair al 10 di Downing Street per preparare il pranzo al suo ospite italiano, il Presidente del Consiglio Massimo D’Alema, e la sua carriera prese il volo. Oggi ha alle spalle decine di libri e altrettanti show televisivi, oltre a 50 ristoranti italiani sparsi per il mondo: ha 3.000 dipendenti e un fatturato di circa 260 milioni euro, ma non dimentica il primo approccio con la cucina italiana. «Quando frequentavo la scuola di cucina, l’insegnante ci chiese cosa avremmo voluto fare nella vita», racconta Oliver al Corriere della Sera. «Io risposi che avrei voluto imparare a fare la pasta meglio di chiunque altro. In molti scoppiarono a ridere, ma uno studente italiano mi disse che sarei dovuto andare da Gennaro Contaldo, al Neal Street Restaurant di Covent Garden».

Quando si presentò al ristorante, Contaldo lo assunse subito. «All’inizio gli preparavo il pane e teglie di pasta, e gli lasciavo piccoli messaggi nella farina». Negli anni hanno costruito un solido rapporto di lavoro: Contaldo è apparso negli show televisivi di Oliver e ha addestrato i cuochi della sua catena di ristoranti, di cui è diventato socio. «Nel Regno Unito abbiamo sempre avuto costosi ristoranti italiani, alcuni buoni e altri terribili. Io volevo creare qualcosa di autentico», spiega Oliver, che nel 2008 ha lanciato Jamie Magazine, rivista mensile di cucina che ad aprile è arrivata in Italia, diretta da Maverick Greissing.

Nel 2002, Oliver ha inaugurato Fifteen, una fondazione benefica dove insegna a cucinare a giovani dal passato turbolento e che ha diplomato quasi duecento ragazzi. Insieme a loro, nell’aprile del 2009, ha preparato il pranzo per i leader presenti al G20 di Londra. «È emozionante ricevere i complimenti delle persone più potenti al mondo», racconta lo chef, che quel giorno preparò un antipasto di salmone scozzese organico condito con salicornia e cavolo marino, « ma soprattutto vedere i sorrisi sui volti dei ragazzi». Ne è passato di tempo da quando Tony Blair invitò il giovane Oliver a Downing Street. Oggi il suo ciuffo biondo è in tutto il mondo sinonimo di cucina italiana.

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