Il cielo sopra la guerra

( Olivia )

Lettera 21. Voltando il viso sul cuscino la donna percepì quelle piccole dita infilate nei suoi capelli, stringere forte, e rimanendo inerte per non svegliare la bambina al suo fianco, sorrise sprofondando la testa nella federa bianca, la sua Olivia stava dormendo. La loro Olivia. E la sua manina teneva ben saldo un suo nodo, mentre sognava chissà cosa.

In quella camera dalle mura scrostate, resistente sotto i bombardamenti nemici, la notte sembrava talvolta così piena di mostri. I mobili attorno a muoversi, il ticchettò degli oggetti in moto perenne dagli inizi dei bersagliamenti, i bicchieri, il tremolio del tavolo, i libri nascosti sotto il letto, le sedie. I rimbombi delle granate divenivano ogni notte più persistenti, paurosamente vicini, le pause del cessate il fuoco un’utopia sempre più breve.

La donna chiuse gli occhi, Olivia si era addormentata subito quella sera, dopo l’ultima fiaba, le piaceva tantissimo quando lei, chiudeva le storie sorridendole con la stessa frase di Chesterton “Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere” le piaceva addormentarsi così “Ed ora anche papà sta lottando contro i draghi?” le chiedeva sempre, con gli occhi semichiusi, cercando invano di resistere al sonno “Si, e un giorno tornerà, tornerà presto!” le rispondeva affidandola al riposo. Olivia le dormiva accanto, gli occhi serrati, il suo respiro, la delicatezza, la forza di quella manina che le prendeva una ciocca per tenerla stretta tra quelle minuscole dita, a dormire insieme, stesso cuscino a divenire culla, l’uno nel cuore dell’altra. Olivia bellissima.

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Tren por Lisboa

Tren por Lisboa

-poemas haiku-
Traduzione: Fabio Pierri Garòfalo

Chubascón
Bailan suavemente
los pensamientos

Tren por Lisboa.
Mi ventana al mundo.
Los grillos y las rosas.

Acquazzone.
Dondolano sottili
i pensieri

Treno per Lisbona.
La mia finestra sul mondo.
I grilli e le rose.

Cómplice
de pasión, en el silencio
tu boca

Complice
di passione, nel silenzio
la tua bocca

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Diabete. Le testimonianze

“Il diabete non è la tua fetta di torta o quel super pasto di McDonald’s con patatine fritte extra, o qualsiasi cosa che vedi ricoperta di zucchero. Il diabete è una ragazza di 18 anni seduta sul pavimento del suo bagno che trema e che non riesce a respirare perché il livello di zuccheri nel suo sangue è crollato e prega affinché il telefono di sua nonna sia vicino a lei e le manda un messaggio per chiederle di portarle un po’ di zucchero dal momento che è troppo debole per urlare e l’intera stanza sembra che le giri intorno. È un bambino di 9 anni che prova a giocare all’aria aperta con i suoi amici e finisce per essere portato via da un’ambulanza perché non ha avvertito il crollo di zuccheri ed è svenuto.

È una donna di 32 anni che ha ricevuto la buona notizia di essere incinta e sa che finalmente potrà costruire la famiglia che da sempre sognava e che, invece di festeggiare, è spaventata a morte che il livello di zuccheri nel suo sangue non riesca a tenere il passo con gli ormoni e che finisca per uccidere il suo bambino prima che possa vederlo, o che possa uccidere lei. È una bimba di 3 anni che non riesce a capire perché la sua mamma debba pungerla con una siringa ogni singola volta in cui mangia, e perché debba farlo solo a lei e non a suo fratello. È una bambina di 4 anni – di cui ho letto recentemente – che ha perso la vita perché un dottore ha scambiato il suo diabete per un’influenza ed è finita per essere vittima di chetoacidosi diabetica, che si manifesta quando il tuo sangue diventa letteralmente acido a causa della carenza di insulina nel tuo corpo e attacca i tuoi organi. Il diabete può essere tua madre, il tuo vicino di casa, tuo cugino. Il diabete non è quell’uomo obeso che vedi in tv. Non è qualcosa che la gente chiede o dà.

È una malattia che non è schizzinosa quando decide chi attaccare, non importa che tu abbia due mesi o 73 anni. Non importa che tu mangi Big Mc e McChicken ogni giorno della tua vita o che tu sia un rigido vegano che va in palestra ogni giorno. Il diabete sono io. Il diabete sono migliaia di persone che combattono per la loro vita ogni singolo giorno e che vanno a letto senza essere sicuri che si sveglieranno il mattino dopo. Quindi, prima di hashtaggare il tuo enorme dessert con ‪#‎Diabete‬, pensa a cosa il Diabete sia realmente”

(Dal Web)

 

L’insalata Caprese

L’insalata Caprese è un secondo piatto partenopeo che, come suggerisce il nome, ha le sue origini nella bellissima Isola di Capri. Sulla sua storia, così come accade per molti dei piatti tipici del nostro paese, esistono diversi miti e leggende. Ma la vicenda più accreditata sull’origine di questa deliziosa insalata, riporta la nascita del piatto durante il secondo dopoguerra.

Molti sostengono che la Ricetta della Caprese debba la sua nascita a un muratore particolarmente patriottico, il quale amava racchiudere i colori del nostro tricolore all’interno di un panino: basilico, pomodoro e mozzarella andavano così a farcire una morbida pagnotta di pane da gustare durante la pausa pranzo.

Tuttavia esiste una prova storica antecedente a questo vicenda, che collocherebbe l’inizio della storia della Caprese intorno agli anni ‘20, quando la ricetta del piatto fece la sua comparsa nel menù dell’Hotel Quisisana di Capri.

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Portale Diabete

Portale Diabete è un sito nato per iniziativa personale di Daniela D’Onofrio, in seguito alle difficoltà a reperire informazioni sul diabete e sulle possibilità di cura riscontrate in un periodo in cui il fratello minore, colpito da gravi complicanze, era in lista d’attesa per ricevere un trapianto rene-pancreas.

Il
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