Lisbona. La storia

La storia vuole che a fondare Lisbona sia stato il mitico eroe Ulisse, giungendo su queste coste dopo aver varcato le Colonne di Ercole. In realtà furono i Fenici ad occupare la città intorno al 1200 a.C.

Per la sua splendida posizione sull’oceano, l’atmosfera vivace e frizzante, la storia e la cultura, Lisbona è da sempre una delle mete per piacevoli week end o viaggi più lunghi. Durante Halloween la città sembra voler svelare i suoi misteri, dagli azulejos (caratteristiche ceramiche portoghesi) alle chiese, dagli elevadores (tram lisboneti) alle vie animate e inanimate del centro storico.

Il percorso adatto a celebrare la festa delle streghe inizia dal quartiere dellaBaixa: ricostruito dopo il terremoto del 1755, ha spesso dato adito a insinuazioni sulla sua presunta ispirazione esoterica e massonica. In effetti le facciate dai frontoni triangolari, le foglie d’acacia che ritornano nei decori degli edifici e gli elementi di simbologia massonica che figurano anche sui tipici azulejos, farebbero pensare proprio a questo. La conformazione del quartiere, con le sue vie rette e perpendicolari, fu una delle prime espressioni architettoniche dell’Illuminismo europeo.

Lo stesso Pessoa, poeta simbolo di Lisbona, era un grande appassionato di occultismo. Sin dal 1906 compaiono nella sua opera riferimenti ad elementi esoterici e all’alchimia. Curioso interesse se pensiamo che fra le varie analisi astrali a cui il poeta si dedicò ci furono quella della data di nascita Mussolini e un calcolo per stabilire la data della propria morte. Chi ha desiderio di conoscere Pessoa potrebbe fare una passeggiata verso il Chiado e giungere allo storico Café Brasileira. Qui, dove era solito sedersi il poeta, sorgono oggi una sua statua e una sedia che invita il turista ad accomodarsi per leggere qualche riga da “Le pagine esoteriche”.

Città mistica per vocazione Lisbona è teatro anche di un’altra leggenda molto suggestiva: si dice che in seguito all’invasione dei Mori, i Cristiani di Valencia trafugarono il corpo del martire San Vincenzo. Durante il viaggio in nave per portarlo a Lisbona alcuni corvi si posarono sulla prua e sulla poppa della nave a protezione del Santo. Giunti in città, le sue spoglie furono poi deposte nellachiesa di San Giusto e Santa Rufina.

E ancora gli intrighi di corte della famiglia Távora, una delle più influenti di Lisbona attorno alla metà del Settecento. Doña Teresa de Távora fu l’amante favorita del re José I. A causa di questo legame inopportuno, il primo ministro de Carbalho portò in giudizio l’intera famiglia e Doña Teresa, pietra dello scandalo, espiò la sua colpa rinchiusa in convento fino alla fine dei suoi giorni. Per assaporare il fasto e la ricchezza dell’epoca, nel quartiere di Belém si trova ilMuseo delle carrozze che ospita più di sessanta esemplari di carrozze provenienti da Portogallo, Austria, Francia e Italia.

Sempre a Belém, sulla scia di simbologie nascoste dall’architettura, una visita è sicuramente da dedicare al Monastero dos Jerónimos, realizzato interamente in stile manuelino e costruito in onore del ritorno in patria del navigatore Vasco de Gama. La leggenda racconta che il monastero fu costruito sul suolo dove in precedenza era situata la chiesetta che ospitò in preghiera l’equipaggio di De Gama la notte prima della partenza verso l’India. Costruita in oltre 100 anni questa struttura complessa e articolata presenta molti elementi che riportano alla simbologia esoterica, come le colonne annodate o ramificate. Il nodo, infatti, ha un forte valore simbolico: il nodo piano rappresenta l’unione di due opposti, mentre i nodi che formano un otto indicano spesso un cappio.

L’intrigante capitale del Portogallo ispira un sentimento che si trascina in una storia di dominazioni, rivoluzioni, riconquiste e sangue. Un lungo acquedotto composto da 180 archi attraversa le campagne disegnando la strada verso l’intricato labirinto di edifici del Convento dell’Ordine di Cristo di Tomar, le cui epoche si sovrappongono le une alle altre attraverso rifacimenti e modifiche dal XII al XVIII secolo, molte delle quali non esistono più. E’ una roccia quasi nascosta a recitare l’emblema di una sacralità che giunge da lontano: genius municipi, utilizzato come pietra di fondazione dell’angolo sudovest, l’altare sembra ricondurre gli spiriti degli dei latini testimoniando la sua importanza.

Leggende narrano che in Santa Maria Oliveira, una piccola chiesa all’apparenza anonima che racchiude la tomba del Gran Maestro, si celi un percorso segreto utilizzato dai monaci in caso di pericolo, che dalla chiesa raggiungerebbe il monastero: una strada sotterranea, il cui ingresso si troverebbe all’interno della pavimentazione.

Attraversando la Baixa, si può arrivare al Museo Archeologico da Rua do Correiros: la struttura racchiude il nocciolo nascosto della Lisbona più antica. La capitale portoghese vive sospesa sull’acqua, fra pali di legno e cisterne dove già in epoca romana veniva lavorato il pesce salato per poi essere esportato in tutto il Mediterraneo, in grandi giare d’argilla oggi fragile residuo di un tempo di commerci che per il popolo portoghese è materia antica.

L’inquietante brivido del mistero è presente anche nel cuore del Rossio, sull’elegante facciata del teatro nazionale: nonostante la quiete apparente qui ebbe sede il Tribunale dell’Inquisizione. Fra questi nobili palazzi si eleva una storia sordida, quella dei dissidenti imprigionati tra le mura della Torre di Belém.

Dall’altra parte del Rossio si nasconde la duecentesca Chiesa di San Domenico, un edificio gotico all’apparenza silente che cela il dramma della prima persecuzione della comunità ebraica, nel 1506. In lontananza si scorge ilMonastero do Carmo: qui, in una cappella, secoli fa si riunì per la prima volta una comunità di schiavi neri votati alla libertà.

Ben più tenebrose e selvagge le atmosfere di Castelo dos Mouros, la cui epoca di costruzione risale forse al IX secolo d.C.: nel 1109 il castello venne attaccato dai crociati norvegesi guidati dal re Sigurd e le cronache raccontano di una carneficina tra i guerrieri e i Mori.

Per placare la fame di mistero, è consigliabile trovare ristoro nella famosa e antichissima Antigua Confeitaria de Belém situata nell’omonimo quartiere, a pochi metri dal Mosteiro dos Jerónimos. È una pasticceria storica, nota in tutto il Portogallo per avere inventato la ricetta dei pastéis de nata (altrimenti chiamati pastéis de Belém se prodotti da questa pasticceria). Si tratta di canestrelli di pasta sfoglia riempiti di crema cotta al forno, dal sapore unico. Nota dolce di un Halloween “amaro”.

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