Haiku. Eleonora Giusto (2)

Lo haiku ha origini incerte e misteriose, radicate, probabilmente nell’antico genere del waka (che significa proprio «poesia giapponese», a sottolineare quanto un’intera cultura vi si riconoscesse) . Caratteristica peculiare dello haiku è quella di essere una forma poetica capace di superare le divisioni sociali: era infatti amata dal popolo per la sua brevità e immediatezza, ma apprezzata anche dall’aristocrazia per la sua estrema raffinatezza.

L’autore più celebre è sicuramente Matsuo Basho (1644-1694), figlio di samurai e venerato in Giappone come un santo. Dopo Basho, la poesia haiku subisce un lento declino fino all’Ottocento, periodo in cui emerge una nuova personalità , Masaoka Shiki (1867-1902): Shiki rompe con la tradizione e si pone come un innovatore del genere, riportandolo in auge.

Gli haikai sono ancor oggi molto popolari in Giappone e, nel tempo, hanno conquistato anche l’Occidente: si sono cimentati in questo genere Paul EluardEzra PoundJack KerouacJorge Luis Borges  e, in Italia, il poeta Andrea Zanzotto (A. Zanzotto, Haiku for a Season/Haiku Per Una Stagione,  The University of Chicago Press, 2012, a cura di Anna Secco e Patrick Barron).

Per tutti i nostri lettori, ecco alcuni haikai a tema primaverile, tratti dalla selezione che verrà letta oggi pomeriggio alle 17 nella Sala del Rivellino del Castello Visconteo di Pavia, nell’ambito del recital.

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