Haiku. Il kigo

Il kigo e il piccolo kigo debbono essere facilmente identificabili: il vento da solo non è kigo, la montagna in sé non è kigo. Le stelle, come la luna e il sole, ci sono in tutto l’arco della giornata, ma sono visibili soltanto in determinati orari. La montagna, le colline, la spiaggia e il mare, ma anche il vento, non costituiscono un kigo perché, di per sé, non sono riconducibili ad una sola stagione.

 

 LUNA 

 

Luna nostro satellite/Luna bugiarda – NON SONO KIGO

Luna estiva – Luna di settembre – Luna nuova di marzo – SONO KIGO

 

SOLE E STELLE

 

Sole a picco in giugno /pallida luna di novembre /stelle cadenti di S.Lorenzo/ Brillano le stelle di notte – nasce il sole all’alba SONO KIGO.

 

Bella come il sole/La terra gira intorno al sole/sei la mia stella/L’amor che move il sole e le altre stelle – NON SONO KIGO

 

MONTAGNA E COLLINE, SPIAGGIA, MARE

 

Anche la montagna e le colline, la spiaggia ed il mare. di per sé, non sono kigo.

 

Montagna innevata /colline in fiore / spiaggia affollata d’agosto /mare d’inverno – SONO KIGO

 

Spiaggia desolata / mare infinito / casa in montagna /strada in  collina – NON SONO KIGO

 

CONDIZIONI ATMOSFERICHE

 

 

La NEVE è sempre kigo (inverno); la RUGIADA e la BRINA sono kigo; la pioggia non è kigo. Il vento può soffiare in ogni periodo dell’anno e, da solo, non costituisce kigo.

Vento dell’est, vento del sud, libeccio, brezza di primavera, bora invernale – SONO KIGO

FLORA E FAUNA

 

Fiori, alberi e piante che sbocciano, crescono o muoiono in una particolare stagione sono kigo. Le foglie, di per sé, non sono kigo. Le foglie cadenti sono kigo se il contesto è autunnale (le foglie possono cadere in qualsiasi periodo dell’anno per il vento o un temporale. Le foglie verdi sono kigo se si tratta di una pianta che emette le foglie in un particolare periodo dell’anno (esclusi i sempreverdi). Per quanto riguarda la fauna, valgono gli stessi criteri: il gatto e il cane non sono kigo, ma un animale nella stagione degli amori è kigo; la rondine è kigo, la gallina non lo è.

 

FESTE E RICORRENZE

 

Poiché caratterizzano uno specifico giorno o periodo del calendario, costituiscono kigo Natale, Pasqua, l’Assunta, Ognissanti, il giorno dei morti, ma anche la Festa dei lavoratori, San Valentino, Carnevale; ugualmente costituiscono un kigo la gita pasquale, le strenne natalizie, la sfilata dei carri di Carnevale.

 

COMPONIMENTI DI ISPIRAZIONE ORIENTALE

 

IL TANKA

Il tanka è un componimento poetico d’origine giapponese di 31 sillabe (morae). È formato da 5 versi, di cui due di 5 sillabe e tre di 7, così disposti: 5,7,5 / 7, 7. La strofa superiore e quella inferiore sono divise fra loro e tra le due vi deve essere un evidente contrasto.

 

L’HAIKU

L’haiku è un breve componimento nato dall’usanza di utilizzare soltanto la strofa superiore del tanka. Esso è costituito complessivamente da diciassette sillabe, così suddivise: cinque-sette-cinque.

 

L’haiku si ispira alla cultura zen. Fa riferimento alla natura nei suoi molteplici aspetti e alla stagione in corso. Un elemento caratterizzante dell’haiku, che deve essere necessariamente presente, è detto kigo, costituito da una parola riferita al mondo della natura. In alternativa, nell’haiku deve essere presente il piccolo kigo, ossia il riferimento ad un momento particolare della giornata.

 

IL SENRYU

Anche il senryu, come l’haiku, è una breve composizione di origine giapponese; è composto da tre versi, di cui quello centrale è un settenario, mentre il primo e il terzo hanno cinque sillabe. Prende il nome dal poeta Karai Senryū, che per primo ne pubblicò una raccolta. 

 

Rispetto all’haiku, qui manca il kigo; prevale il contenuto scherzoso, unoristico o ironico. Il tema non è più (o non solo) la natura, ma piuttosto la vita umana con le sue problematiche. Quando il tema è la natura con i suoi elementi, essi presentano caratteristiche umane. Nel senryu, che spesso è malinconico o triste, possono essere contenute una o più figure retoriche, ad esempio l’iperbole (descrizione esagerata della realtà. Esempio: “Sono mille anni che non ci vediamo”, “Ti amo da morire”), la personificazione (attribuzione di caratteristiche umane a elementi della natura o ad oggetti inanimati. Esempio: “il vento ascolta”; “il sole mi sorride”; “la sabbia mi accoglie”).

 

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