Haiku. Le radici

Gli haiku tradizionali non hanno alcun titolo. Chi ha tentato di classificare le tecniche haiku ha elencato degli schemi di comparazione, di contrasto, di similitudine, di metafora, e ancora episodi di vita vissuta, giochi di parole, doppi sensi; alcuni schemi sono peró difficilmente decifrabili nella nostra cultura e vanno lasciati cosí come sono, affidandoli alla sensibilità del lettore.

Tali stilemi squisitamente giapponesi possono esse il sabi¸rendibile in italiano come patinatura, levigatura effettuata dal tempo, il wabi che possiamo intendere come austerità o gusto delle cose semplici, lo yukenche identifica un senso di impenetrabile profondità di cui puó essere permeato l’haiku.

Tra i maggiori artisti attivi nel campo degli haiku, oltre al già ricordato Matsuo Basho (1644-1694) dobbiamo menzionare almeno Yosa Buson (1716-1783) che di basho fu ammiratore ed emulo, Kobayashi Issa (1763-1828) e il riformatore dell’era moderna Masaoka Shiki (1867-1902).

L’arte dell’haiku con la graduale apertura del Giappone all’Occidente (a partire quindi dal 1868) si è diffusa in tutto il mondo e molti dei maggiori poeti contemporanei vi ci sono cimentati.

 

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