Gianduja. La maschera

Gianduja (Giandoja in piemontese, IPA [ʤan’dʊja]) è una maschera popolare torinese di origini astigiane della commedia dell’arte. Il suo nome deriva dalla locuzione Gioann dla doja ovvero Giovanni del boccale.

Gianduia è la maschera del Piemonte e nella tradizione carnascialesca si affianca a quelle medioevali di Balanzone per Bologna,Pantalone per Venezia, Pulcinella per Napoli ecc.

È nato sul finire del 1700 dalla fantasia di due burattinai, Bellone di Oja, frazione di Racconigi, nel cuneese, e del torinese Sales.


In piazza Castello, a Torino, al sabato, davanti a Palazzo Madama (già Porta di Levante di Augusta Taurinorum) si teneva un mercato dove si vendeva e si comperava di tutto, ortaggi, tessuti, attrezzi agricoli, scoiattoli ammaestrati e pappagalli parlanti. Sui banchetti si trovavano pomate miracolose e liquori di lunga vita. In elegante abito nero con cilindro in testa, il luminare della medicina professor “Dulcamara”, assistito dal “dotor” “Santa-man” (santa mano), offriva per 10 centesimi il suo “particolar” “elisir sensa egual, specìfich d’ògni mal, gran ben për l’umanità, l’ha mai guarì, l’ha mai massà!” (ossia il suo elisir senza pari, specifico per ogni male, non ha mai guarito ma non ha neppure ammazzato!).

Burattinaio di fama era Umberto Biancamano noto come Gioanin dj’ Osej (Giovannino degli uccelli), felicità dei piccoli e di chi li accompagnava. Erano assidui spettatori Giovanni Battista Sales e Gioacchino Bellone, facili alle risate ed alle battute di spirito. I due giovani decisero di fare altrettanto, muovere burattini di legno e recitare frasi spiritose contro il malgoverno. Rispolverarono un copione del 1600 che raccontava le disavventure di Gironi, sprovveduto contadino alle prese con la burocrazia del potere: sagaci freddure e tante bastonate in testa. La gente si divertiva ed applaudiva. Aggiornarono le battute obsolete con una sottile critica ai costumi ed alla politica del primo 1800.
Ancor oggi, in piazza Castello, in occasione dei vari festeggiamenti del patrono di Torino (ad es. alla sera del Farò di San Giovanni), la maschera sfila insieme al popolo; da più di 50 anni viene interpretato da un membro della Associassion Piemonteisa[1], Andrea Flamini.

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