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Lettera 21. Un usignolo. Un uccello dalle lunghe ali blu, bellissimo, le piume lucenti, uno spettacolo, ed i meravigliosi occhi viola vivaci e curiosi, lei amava molto quella creatura incantevole, come del resto gli allegri pettirossi che col loro trillare riempivano l’aria di festa, le romantiche allodole così mattiniere, le simpatiche cinciallegre, i passeri solitari, e gli eleganti corvi impettiti in nero d’ordinanza; loro, la cui compagnia godeva spesso durante le sue giornate interminabili, o al far del tramonto quando di ritorno a casa, poteva finalmente gioire fra la polvere di terra bruciata e l’odore acre dei fucili, il sapore della pace, quell’intervallo di quiete fra un giorno di guerra e l’altro, e seduta a piedi nudi fuori a quel che restava della sua casa in pietra, dove bambina era cresciuta al riparo del suo roseto dai petali scarlatti, poteva gustarsi una tregua dall’orrore, dal sangue, e con i suoi libri ormai consunti sulle gambe, cercare nel proprio cuore nuovi versi, nuove fiabe, avventure mozzafiato.

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Haiku. Andrea Festa

L’haiku è una goccia d’acqua, che raccoglie in diciassette sillabe un’emozione, raffinata come raffinata è la semplicità, un componimento dell’anima. E’ una poesia di concentrazione, in cui tante parole non servono.

Vi ritroviamo infatti quel minimalismo zen che invita a liberarsi delle sovrastrutture, delle parole superflue, di tutti i concetti che assieme si affollano intorno ad un’esperienza, e in cui inconsapevolmente tendiamo ad identificarci. Diciassette sillabe ripartite in tre metri, secondo lo schema 5-7-5 , in un vero e proprio poema in tre versi, o meglio ku (lett. “momenti”, intesi come unità di espressione e significato, che dal verso occidentale differiscono per natura e caratteristiche).

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A. Baricco

Quel che di bello c’è nella vita è sempre un segreto… Per me è stato così… Le cose che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono i segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.

Il cielo sopra la guerra

(Hermes) 

Lettera 21. “Ascolta questa!… dai, questa è bellissima!” si rivolse il giovane  in direzione del suo cagnone, ruotando sul pavimento, seduto fra quel caos indescrivibile che era l’appartamento dove abitavano.

Adorava quei momenti di notte, quando il buio copriva di silenzio ovattato ogni cosa e il rumore sordo dei mortai in lontananza, finalmente sembrava trovare tregua. Una finta sosta che sapeva dello stesso sapore della pace. Un pizzico ancora alla corda della sua chitarra e il fedele Akira a trotterellare al suo fianco, per godersi quei momenti di gioia serena. A piedi scalzi, il torso nudo, con addosso solo i pantaloni della mimetica, Hermes ridiventava un bambino ad imbracciare quella sua chitarra, fra il disordine delle bottiglie vuote sparse a caso, la confusione delle matite spuntate e i suoi haiku scritti col blu. Le sue amate poesie che lui adattava a far divenire canzoni.

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Il mio Sogno prende vita

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Ci sono attimi che diventano Eterni, capaci di ridipingere il Cielo intero. Sono i momenti in cui comprendi che ciò per cui hai lottato, hai sofferto, ma per cui hai anche gioito (tantissimo) che hai cullato dentro, nella parte più intima di te stesso è fra le tue mani, è Viva, pulsa di respiro, di Vita. E’ il tuo Sogno e vedi le sue ali, nonostante siano ancora così piccole e fragili, pronte a spiccare il volo, e benchè tu voglia tenerlo gelosa nel tuo cuore, sorridi, e ti auguri che possa arrivare il più lontano possibile, e realizzi ciò che per cui è venuto alla luce. E’ una Gioia immensa, credetemi