Che gusto c’è a fare l’arbitro – Nicola Rizzoli

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Che gusto c’è a fare l’arbitro. Una frase, una domanda, un titolo, l’incipit col quale uno tra i più grandi arbitri italiani, Nicola Rizzoli, ci invita a percorrere insieme la strada del suo Sogno e la sua intera vita, lasciandoci trovare la risposta attraverso un Libro godibilissimo, ricco di aneddoti, curiosità, emozioni.

Nicola Rizzoli (Mirandola, 5 ottobre 1971), ha iniziato forse quasi per caso il suo ruolo di arbitraggio come lui stesso racconta nelle primissime pagine “E allora?” urlo. “Allora cosa?” risponde l’arbitro. “Dico, solo punizione? A momenti mi stacca una gamba!” Comincia così, con un cartellino rosso non dato, la carriera di Nicola Rizzoli, che quel giorno del 1987 a Bologna ha sedici anni e non è l’arbitro, ma un attaccante. Ed è proprio per scoprire tutti i segreti del regolamento e poter ribattere a tono che decide di iscriversi al corso per arbitri. È l’inizio di un percorso lungo quasi trent’anni che, dai campetti di provincia e dalle trasferte in solitudine in ogni angolo d’Italia, lo condurrà al palcoscenico degli Europei 2012, a Wembley per la finale di Champions League 2013, fino al leggendario Maracaná di Rio per la finale degli ultimi Mondiali Germania-Argentina.

Una vita stretta al pallone senza il pallone tra i piedi, pagine capaci di incantare, insegnare un mestiere difficile, risaltarlo, rivalutarlo, o semplicemente dargli la giusta dose di Importanza, la propria collocazione. Un ruolo, un mestiere, un modo di essere, di interpretare il gioco del calcio che è prima di tutto voglia di giustizia, che lascia infatti a questa figura, molto spesso tenuta in secondo piano, il valore che gli spetta, lui, l’Uomo a cui tocca l’ardito compito di fare giustizia in una partita, farne rispettare le regole, sedare gli animi, talvolta “domare” anche le tifoserie più accanite. La figura forse immeritatamente più insultata, gli epiteti non certo edificanti durante il corso di una partita, l’arbitro inutile dirlo, se li prende tutti. L’arbitro, colui che il match deve “capirlo”, colui che tutto segue, che conosce la differenza tra “vedere” e “guardare”, che le regole deve applicarle senza lasciarsi sfuggire nulla, ma che resta sempre e prima di tutto un inguaribile innamorato della sfera, al punto di sacrificare spesso la sua stessa vita privata. Dall’esordio, ai momenti bui, (tanti), alla pressante voglia di lasciare, quando gli insulti e le ingiustizie ricoprono il lavoro fatto con fatica, quando le domeniche, lo studio continuo delle squadre, le formazioni, i campi di gioco e gli allenamenti costanti, portano inevitabilmente al crocevia, al porsi la fatidica, dolorosa, domanda “Chi me lo fa fare?” mentre giovani della stessa età trascorrono serene le loro domeniche, una pizza con gli amici, le vacanze sulla neve, ed a quel punto l’unica “molla” a venir fuori è la voglia di continuare, la voglia impossibile da arginare, il desiderio di salirli tutti i gradini di quella scala per ritrovarsi ad arbitrare un Mondiale, il Tetto del mondo.

Il rapporto profondo, viscerale con Pierluigi Collina, arbitro dalle grandissime capacità, l’umiltà, la voglia di imparare, migliorarsi, far bene, ma anche di Divertirsi perché il gioco del calcio resta sempre oltre l’impegno e la fatica, il modo più sano e naturale di divertirsi, (provate a mettere un pallone dinanzi ai piedi di un bambino, la prima cosa che farà, d’istinto, sarà calciarlo) i primi passi a sedici anni presso l’AIA di Bologna, fino allo scandalo Calciopoli, la conoscenza dei Campioni più forti del momento, una disputa con Totti che riesce a “segnarlo” per sempre, una parole detta di troppo dal Capitano della Roma a farlo capitolare in un crescendo di frasi dubbie e non dette, l’incontro con Ronaldo, Messi, il discutibile Cassano, i rituali scaramantici, la monetina preziosa che dona il via, il fischietto che regala il calcio d’inizio, lo stemma da cucirsi a mano sulla propria maglia. Il ritrovarsi quel luglio 2014 tra i venti arbitri che hanno “fatto” la storia di un Mondiale. Pagine di puro calcio e di grandi insegnamenti, che saprà regalare tantissimo “Divertitevi!”.

Monica Fiorentino

Nicola Rizzoli Nicola Rizzoli ha esordito in Serie A nell’aprile 2002. Nominato per tre anni consecutivi miglior arbitro italiano (date) e miglior arbitro del mondo nel 2014, ha diretto quasi 200 partite nella massima serie e, a livello internazionale, la finale di Europa League nel 2010, quella di Champions League nel 2013 e quella dei Mondiali brasiliani 2014.

Che gusto c’è a fare l’arbitro. Il calcio senza il pallone tra i piedi.

Nicola Rizzoli. A cura di F. Ceniti

Marchio: Rizzoli
Collana: VARIA
Prezzo: 17.50 €
Pagine: 342
Formato libro: 21 x 14
Tipologia: CARTONATO

https://www.facebook.com/Nicola-Rizzoli-36274463691/

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