_angelisenzamemoria

oblio

Lentamente si distese nel cuore di Lui e chiuse gli occhi, cullata dal battere assordante di quel motore caldo, a renderla bambina. Era questo che provava ogni volta che entrava nel cuore di quell’Umo, ogniqualvolta Lui sorridendole la conduceva ad attraversare gli angoli del suo petto fino ad entrare dentro di Lui, in ogni suo pensiero. E serrando le palpebre lasciò che quel respiro maschio, selvatico, furente, calasse sui Sogni come cielo nuovo ad avvolgerla_

Il cielo sopra la guerra

Rain

Lettera 21. Lento lo sguardo di lei si levò dal foglio che aveva sotto le dita, su cui stava scrivendo con minuta grafia, e alzandosi dalla sedia evitando senza successo che rigasse col suo fastidioso rumorio il pavimento, si diresse verso la finestra a contemplare muta lo scrosciare della pioggia a dilavare il creato intorno. Erano giorni cruenti quelli, forse i più tremendi dallo scoppio di quella carneficina senza tregua, e senza orgoglio che gli Umani chiamavano col nome di Guerra; un furioso attacco era venuto a segnare le ultime ore in maniera indelebile, e ogni cosa sembrava crollare, venire giù a catena sotto i bombardamenti a ripetizione.

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Halloween

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Halloween. Il termine Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All-Hallows-Eve, cioè la notte prima di Ognissanti. Le origini di questa festività sono ancora oggi discusse dagli storici, ma la tesi maggiormente sostenuta collega questa giornata alla festa celtica di Samhain: un vero e proprio Capodanno, considerato che l’anno terminava proprio il 31 ottobre. Continua a leggere

Oriana Fallaci – Pier Paolo Pasolini

Per prima mise in dubbio la versione ufficiale dell’omicidio di Pasolini, nel reportage che dal 14 novembre 1975 pubblicò sulle pagine de L’Europeo e che Rizzoli ripubblica oggi in questo libro.

«Diventammo subito amici, noi amici impossibili. Cioè io donna normale e tu uomo anormale, almeno secondo i canoni ipocriti della cosiddetta civiltà, io innamorata della vita e tu innamorato della morte. Io così dura e tu così dolce.» – Oriana Fallaci

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Carlotta 

Lettera 21. Lentamente gli occhi di lei si sollevarono dal foglio che aveva sotto le dita, su cui stava scrivendo con minuta grafia, e alzandosi dalla sedia evitando senza successo che rigasse col suo fastidioso rumore il pavimento, si diresse verso la finestra a contemplare muta lo scendere della neve ad imbiancare intorno.

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