_angelisenzamemoria

oriana

“Negli abbracci forsennati e dolcissimi non era il tuo corpo che cercavo bensì la tua anima, i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie …”

                                                                                     (O. Fallaci)

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Haiku 17, 1996

L’haiku. Fu il grande Bashō, l’indiscusso maestro di questa forma poetica, a infondere in pochi versi tutta la magia colta nell’istantanea di un attimo fugace; una proiezione, proprio perché concepita in un istante senza tempo, sullo sfondo di una natura e un mondo circostanti appena accennati, o meglio, mai descritti compiutamente, ma solo suggeriti da termini appositi che indicano, spesso velatamente, la stagione, l’ambiente, gli stati d’animo e tutto ciò che è percepibile.

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Il cielo sopra la guerra

ang

Mercedes

Lettera 21. “Come è strana la guerra, come modifica il Genere Umano, inverte il cuore, sovrasta la mente, mette in subbuglio i pensieri. Come cambia. Avere fra le braccia un fucile, sentire il sangue divenire polvere da sparo, la mano callosa nel tenere in pugno una pistola, a ripetizione, le gambe dure, di ferro,  prolungamento delle proprie armi, canotta e mimetica, anfibi, l’unico abito, da sposa come da giorno.

Come cambia lo svegliarsi con l’odore acre delle carni arse vive nelle narici, le strade, i marciapiedi pieni di sangue, la notte non è più la stessa, le cicale, le lucciole hanno paura quanto gli uomini di quel fragore che s’ode in lontananza.

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Il cielo sopra la guerra

Sofia

Lettera 21. Un usignolo. Un uccello dalle lunghe ali blu, bellissimo, le piume lucenti, uno spettacolo, ed i meravigliosi occhi viola vivaci e curiosi, lei amava molto quella creatura incantevole, come del resto gli allegri pettirossi che col loro trillare riempivano l’aria di festa, le romantiche allodole così mattiniere, le simpatiche cinciallegre, i passeri solitari, e gli eleganti corvi impettiti in nero d’ordinanza.

Loro, la cui compagnia godeva spesso durante le sue giornate interminabili, o al far del tramonto quando di ritorno a casa, poteva finalmente gioire fra la polvere di terra bruciata e l’odore acre dei fucili, il sapore della pace, quell’intervallo di quiete fra un giorno di guerra e l’altro, e seduta a piedi nudi fuori a quel che restava della sua casa in pietra, dove bambina era cresciuta al riparo del suo roseto dai petali scarlatti, poteva gustarsi una tregua dall’orrore, dal sangue, e con i suoi libri ormai consunti sulle gambe, cercare nel proprio cuore nuovi versi, nuove fiabe, avventure mozzafiato.

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Il cielo sopra la guerra

Hermes

Lettera 21. “Ascolta questa!… dai, questa è bellissima!” si rivolse il giovane  in direzione del suo cagnone, ruotando sul pavimento, seduto fra quel caos indescrivibile che era l’appartamento dove abitavano. Adorava quei momenti di notte, quando il buio copriva di silenzio ovattato ogni cosa e il rumore sordo dei mortai in lontananza, finalmente sembrava trovare tregua.

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E se …

vero

Mamma,
sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite.  Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.

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