Non è adesso/Na’ jé m’ di Daniele Semeraro

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Eccolo, finalmente. E dal 7 Aprile DISPONIBILE IN TUTTE LE LIBRERIE D’ITALIA. Un lavoro di due anni esatti, dalla prima parola, scritta ad Aprile 2013, alla fine della prima stesura, Luglio dello stesso anno, all’invio al Premio all’ultimo minuto utile, alle 13 del 31 dicembre! E poi l’ansia dell’attesa, il passaggio della selezione regionale, la proclamazione dei vincitori in diretta Rai nel Luglio dell’anno scorso. E ancora, il lavoro che precede la pubblicazione di ogni libro, la rifinitura dei dettagli, fino alla scelta della copertina, con quest’immagine, di cui parlerò, che chiude un cerchio lungo vent’anni. 

Adesso tocca a voi, se volete che questa storia continui, vi invito a leggerla, e a farne parte.
GRAZIE (Daniele Semeraro)

Il cielo sopra la guerra

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La guerra di Monica Fiorentino ha le tinte dell’incomprensione e della distanza, che prendono la forma, in una delle immagini proposte particolarmente efficace, di pioggia che tutto inonda. Continua il “viaggio per immagini brevi” che questa autrice ci propone con slancio e passione, che traspaiono tra le righe.

Siamo alle soglie della primavera, quindi al “senso di rinascita” che si fa avanti, ma non mancano le contraddizioni e i ritoni al passato, proprio come nella primavera meteorologica, lanciata verso l’estate ma apera anche agli ultimi influssi invernali.

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Appunti di haiku

Gli haiku riguardano momenti di esperienza oggettiva, non interpretazioni o analisi soggettive di quegli eventi. E’ importante mostrare ai lettori qualcosa di vero riguardo all’esistenza del momento, piuttosto che raccontare le emozioni che ha suscitato in te. Lascia che il lettore provi le sue emozioni in reazione a quell’immagine.

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La cicogna dalle calze rosse

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Lettera 21. Un usignolo. Un uccello dalle lunghe ali blu, bellissimo, le piume lucenti, uno spettacolo, ed i meravigliosi occhi viola vivaci e curiosi, lei amava molto quella creatura incantevole, come del resto gli allegri pettirossi che col loro trillare riempivano l’aria di festa, le romantiche allodole così mattiniere, le simpatiche cinciallegre, i passeri solitari, e gli eleganti corvi impettiti in nero d’ordinanza; loro, la cui compagnia godeva spesso durante le sue giornate interminabili, o al far del tramonto quando di ritorno a casa, poteva finalmente gioire fra la polvere di terra bruciata e l’odore acre dei fucili, il sapore della pace, quell’intervallo di quiete fra un giorno di guerra e l’altro, e seduta a piedi nudi fuori a quel che restava della sua casa in pietra, dove bambina era cresciuta al riparo del suo roseto dai petali scarlatti, poteva gustarsi una tregua dall’orrore, dal sangue, e con i suoi libri ormai consunti sulle gambe, cercare nel proprio cuore nuovi versi, nuove fiabe, avventure mozzafiato.

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Il cielo sopra la guerra

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Lettera 21. “Caro Hermes,

oggi sono riuscita a trovare quel libro di cui ti raccontavo, quello che da tempo desideravo ri-leggere, te ne ho parlato spesso, ricordi? Ce l’ho fra le mani adesso, mentre fuori, fuochi di luna pare attraversino questo cielo, code di comete, in attesa di Te!”

“Quasi ogni giorno ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi se non a lei?

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