Panettone e vini

Panettone e vini :

-Per i gusti delicati : una fetta di panettone accompagnata da un bicchiere di moscato frizzante , dolce e acidulo che permetta di percepire tutte le sfumature aromatiche

-Per i raffinati : una fetta di panettone accompagnata da un ottimo passito dotato di forte acidita’ e di una buona dose zuccherina

-Per coloro che vogliono azzardare: una fetta di panettone accompagnata da un marsala stravecchio.
regala un contrasto pulito

-Per i piu’ golosi una fetta di panettone accompagnata da uno zabaione leggero a base di marsala

 

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Il cielo sopra la guerra

Il Milite Ignoto è un militare italiano morto nella prima guerra mondiale, sepolto all’interno dell’Altare della Patria, il cui corpo non è stato identificato.

La tomba del Milite Ignoto è un sacello simbolico che rappresenta tutti i caduti e i dispersi in guerra. Essa è scenario di cerimonie ufficiali durante le celebrazioni della Festa della Repubblica del 2 giugno e della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate del 4 novembre, occasioni in cui le massime cariche dello Stato le rendono solenne omaggio.

In foto la cerimonia di tumulazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria (4 novembre 1921)

Napoli. E pullece ‘e monaco

La ricetta di che vogliamo proporvi oggi, porta  al suo seguito una leggenda che appunto veniva raccontata ai bambini durante la preparazione di questi meravigliosi dolcetti e spiegava loro così l’origine insolita e simpatica del nome “‘e pullece ‘e monaco.

I pullece ‘e monaco, sono deliziosi dolcetti, tipici del periodo natalizio, a base di mandorle, farina, miele e cioccolato fondente, nati a Castellammare di Stabia. Secondo la leggenda, un tempo (non preciso, perché non ci sono fonti che attestano l’anno in cui fu inventato questo dolce) un monaco, quasi sicuramente appartenente ad un convento sorto tra Quisisana, Pozzano e Madonna della Libera, gironzolava tra le strade di Castellammare di Stabia, portando con se il suo sorriso migliore e l’aria simpatica che lo distingueva dai molti, donando ai bambini questi meravigliosi dolcetti che conservava nelle larghe maniche del suo saio. I bambini attendevano con ansia il suo arrivo e adoravano quell’uomo buono che regalava loro dolci squisitezze.

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Del diabete, dell’amore e …

Il diabete di tipo 1 è una malattia che investe ogni ambito della vita della persona. L’autrice, passeggiando con i propri sentimenti, guardando negli occhi le sue paure, attraversando con ironia e partecipazione gli aspetti più in ombra della sua quotidianità, sempre rifuggendo dalle ipocrisie e dai belletti, restituisce un ritratto ricco di sfumature e di chiari scuri, non solo della sua esperienza di vita con il diabete, ma della ricchezza e della sorpresa che ogni vita acquisisce attraverso lo svelamento delle parole. Il diabete di tipo 1, il mistero dell’amore, la voce della solitudine, il coro degli affetti, l’intervallarsi di tristezza e gioia, lo sguardo fuori e dentro di sé, i protagonisti di queste pagine.

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A. Baricco

Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero, e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

Napoli. Bucatini cu friarielli

Uno dei punti forti della cucina napoletana, è la capacità di creare piatti con una svariata moltitudine di ingredienti.

Si passa da piatti semplici e “poveri” a piatti più lavorati e ugualmente squisiti, insomma un vero e proprio percorso culinario in cui leccarsi i baffi. Abbiamo visto in diverse occasioni, piatti in cui si sposavano gli ingredienti più diversi fra loro dando comunque vita a risultati impeccabili, avvalorando sempre più la tesi che a Napoli la cucina è una cosa seria e non si deve sbagliare mai. Oggi vogliamo proporvi un’altra ricetta tipicamente napoletana, proprio perché ha come ingrediente base una verdura difficilmente reperibile altrove, i“friarielli”.

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