Saccottino: Storia di un Orsetto coraggioso di Enis Ben Slama

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In una grigia giornata d’inverno, un “giovane ragazzo occhialuto” poggia uno scatolone pieno di giocattoli vecchi e consunti, accanto ad un cassonetto di rifiuti, mentre un grosso temporale sta per rovesciarsi a secchiate sulla città.

“Il tempo dei giochi era finito” pensava lui fra sé, sentendosi ormai un adulto forte e responsabile, ed in mezzo a tante macchinine di differenti colori, aveva incastrato il piccolo orsacchiotto di peluche sporco e ormai maleodorante, che per tutta la sua esistenza gli era stato di compagnia, vedendolo crescere “Addio Teddy!” salta in groppa alla sua bici il ragazzo, salutando l’amico con cui ne aveva passate tante, sfrecciando dritto sulla sua bicicletta.

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Ezio Bosso

un posto dove costruire i suoni
un posto dove costruire sogni
studieremo, suoneremo, ci ascolteremo
senza limite di età o strumento
con le mani o senza
e festeggeremo ogni giorno
per arrivare al giorno di festa

per me ogni volta è come entrare 
in un giardino fatato…

 

Spaghetti vongole, limone e pomodori

Preparare le vongole in una busta di sottovuoto con olio, bucce di limone e prezzemolo, dopo averla chiusa cuocere a vapore in sottovuoto per 3 min. circa.

Successivamente preparare i pomodori tagliandoli a quattro per poi cuocerli in una casseruola con un leggero soffritto di aglio e olio extra vergine per 5 min., quindi aggiungere le vongole precedentemente preparate.

Una volta cotti gli spaghetti mantecare la pasta con le vongole e pomodori.

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10 dicembre 1995

Lettera 21. Lente le sue dita tremanti, presero a carezzare quel respiro, dolcemente, adagio, con delicatezza infinita, con cura lungo tutta la sua riga, cullandoselo nel cuore, quel muscolo furioso a battere indomito nel suo petto, scaldandolo col proprio fiato.

Poi la mano le scivolò cauta sul grembo, sopra la stoffa bianca della lunga gonna, ed un lieve rossore le dipinse il viso. Era ancor più bella, quando timida, tentava di nascondere goffamente il suo dolce segreto.

Chiudendo gli occhi rivide il sorriso di lui, quel sorriso che la sfiorava tra la gente, baciandole l’anima senza labbra.

E perdendo fuori lo sguardo, dietro i vetri della finestra, contemplando il cadere lieve della neve ad imbiancare le colline, svegliando in un manto gelato la città addormentata, arrossì ancora di più, ripensando alla voce di quell’uomo, dai neri capelli scarmigliati, ed il piglio bambino nella risata.

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